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LE NUOVE NORMATIVE DI VOLI PER DRONI 

  1. Distinzione tra aeromodelli e droni

Prima di parlare di nuove normative di voli per i droni, è doveroso fare una distinzione tra: aeromodelli e droni. I primi sono droni usati per divertimento e svago; i secondi, invece, sono droni SAPR, usati per ispezioni di rilevata importanza. Anche se dal 2018 aeromodelli e droni saranno al stessa cosa, motivo per il quale gli aereomodellisti dovranno anche loro seguire corsi di pilotaggio droni e prendere attestati.

  1. Corsi, titoli e certificazioni delle nuove normative

Oggi con le nuove normative, il drone si può pilotare avendo letto semplicemente il foglio delle istruzioni del produttore oppure può essere necessario seguire un corso online con esame finale o ancora, seguire un corso teorico in un centro d’addestramento. Altra informazione importante è il cambio dello scenario, nello specifico le categorie da tener presente per poter pilotare il drone sono sostanzialmente tre:

  • Volare vicino alle persone
  • Volare lontano dalle persone
  • Volare sopra le persone

La formazione vera e propria, quella dei centri di addestramento, dunque serve solo per quelle che oggi chiamiamo Operazioni Specializzate Critiche, quali per esempio riprendere persone a 20 metri di distanza con un drone da due chili. Come nel regolamento ENAC, anche con quello EASA queste operazioni richiedono analisi del rischio e autorizzazione.

Il 30 giugno 2017, segna una svolta importante per la conversione dei vecchi attestati per il pilotaggio dei SAPR, i cosiddetti droni professionali.
Le scuole di volo si sono già da tempo attrezzate per fornire l’istruzione necessaria ai piloti dei velivoli a pilotaggio remoto professionali, molti dei quali hanno già ottenuto il nuovo attestato.

I vecchi attestati, che decaderanno il giorno 30 giugno 2017 non avranno più alcuna validità per condurre un velivolo a pilotaggio remoto professionale SAPR, ma potranno comunque essere convertiti dopo tale data di scadenza senza limiti di tempo.